Negli ultimi mesi sta emergendo un fenomeno interessante nelle aziende.
La crescente capacità dell’AI di generare codice consente oggi anche a manager e professionisti senza una formazione specifica nello sviluppo software di realizzare rapidamente applicazioni, dashboard, automazioni e prototipi.
È un’evoluzione importante, perché riduce significativamente la distanza tra un’esigenza di business e la possibilità di trasformarla in una soluzione digitale. Ma può generare anche un equivoco.
Saper costruire un’applicazione con l’aiuto dell’AI non significa necessariamente saper guidare la trasformazione AI di un’organizzazione.
In alcuni casi vedo manager dedicare una quantità crescente di tempo alla realizzazione diretta di piccoli applicativi o all’automazione di singole attività interne. Sono iniziative spesso utili, ma prevalentemente tattiche.
Il rischio è ottenere molte soluzioni locali senza produrre una trasformazione significativa a livello aziendale e, dopo una prima fase di entusiasmo, concludere che l’AI non abbia generato i risultati attesi.
Con gli AI Agent cambia la responsabilità manageriale
Con l’evoluzione degli AI Agent, il tema diventa ancora più rilevante. Un Agent non è semplicemente uno strumento che una persona utilizza: può avere un obiettivo, accedere a dati e strumenti, eseguire attività, interagire con altri sistemi e Agent, produrre risultati e richiedere l’intervento umano quando necessario.
Di conseguenza cambiano anche le competenze richieste al management. Diventano sempre più importanti la capacità di ridisegnare i processi, definire ruoli e responsabilità, assegnare livelli di autonomia, stabilire KPI, progettare meccanismi di controllo ed escalation e governare la collaborazione tra persone e sistemi AI.
Anche il tema delle competenze sta già emergendo sul mercato del lavoro: sempre più persone dedicano una parte del proprio tempo alla configurazione, supervisione e verifica degli Agent e degli strumenti AI.
Dalla costruzione alla governance
Si sta quindi delineando una nuova responsabilità manageriale: non necessariamente costruire direttamente applicazioni e Agent, ma imparare a organizzarne e governarne il lavoro.
È un principio che stiamo applicando anche nello sviluppo di TeraBrain – The Agentic Enterprise Platform: ogni Agent viene pensato con un ruolo operativo definito, specifici duty, strumenti e modalità di interazione.
Probabilmente è questo uno dei passaggi più importanti della trasformazione in corso.
La domanda strategica
Per questo la domanda strategica per un manager non è soltanto: “Cosa possiamo automatizzare con l’AI?”
È sempre più: “Come dobbiamo riprogettare processi, ruoli e organizzazione quando una parte crescente del lavoro può essere affidata agli AI Agent?”
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